Laboratori di Pittura in Somalia…

I laboratori di pittura con i bambini dei campi sfollati di Halabooqad e Buulo Bacley

“Puoi venire una volta al mese per farci fare questi disegni? Ci piace tanto!”

Arrivano in silenzio, in fila indiana, ordinati, ci guardano timorosi ed increduli, alcuni si ricordano di noi per averci visti la prima volta, quando siamo venuti a Galkayo per conoscerli. Sento i loro sguardi curiosi su di me e li osservo, sorrido, parlo con loro anche se so che non comprendono una sola parola di ciò che dico. Mi guardano. Mi chiedo cosa pensano, chissà se hanno paura. Faccio vedere loro i disegni che ho portato dall’Italia, quelli che i nostri bambini hanno realizzato per loro, con semplicità, con affetto e con l’aiuto di Faduma, comincio a spiegare perché li abbiamo portati al centro, devono fare un disegno che porteremo con noi in Italia. Mostro a tutti il materiale da usare, i fogli di cartoncino speciale per i colori acrilici sono grandi e i bambini sono stupiti perché mai avevano usato fogli così, spiego che dovranno usare i pennelli e i colori per dipingere una volta terminato il disegno.

“Questi sono i lavori che fanno i pittori veri” dice un ragazzino magro che non vede l’ora di cominciare, sono tutti molto attenti ed interessati e vogliono iniziare immediatamente.
Come già le due volte precedenti, con i bambini del campo di Halabooqad, mi stupisco per la semplicità dei loro disegni. Per tutti è la prima volta. A scuola imparano l’essenziale, scrivono e fanno conti, mai nessuno li ha fatti dipingere con pennelli e colori, tempere, acquarelli o altro.
I loro disegni sono molto piccoli e sparsi per il foglio, sembra non abbiano nessuna connessione tra loro. Disegnano solo ciò che conoscono: dromedari, iene, automobili, la bandiera somala e le loro case, molte delle quali sono costruite con pezzi di legno, bastoni e stoffe varie, per altre invece si tratta di una piccola abitazione in muratura, di un solo locale dove vivono anche otto, nove persone con un recinto di bastoni e rami per delimitare il confine del giardino.
Ciò che mi colpisce però è il disegno della figura umana, nonostante i bambini siano grandi, alcuni hanno anche dodici o tredici anni, disegnano l’omino in modo molto infantile: le braccia escono dalla testa, le gambe sono solo due linee che partono anch’esse dalla testa, quasi nessuno disegna il corpo.
Decido così di spiegare come si disegna la figura umana e come si disegnano le caratteristiche del volto, è una spiegazione semplice e veloce. Mi ascoltano, mi guardano con attenzione mentre disegno un omino.
E imparano subito.
Tutti i bambini, maschi e femmine, piccoli e grandi, hanno così tanta voglia di fare e d’imparare che è bastata una semplicissima spiegazione ed ecco che si disegnano con tutti i particolari.

Sono contenti e colorano.

dipingono usando il colore liberamente, non hanno schemi fissi, il cielo non è azzurro, la terra non è marrone, il colore è vivo e diventa parte del disegno, si sentono liberi…

Nulla è più strano come all’inizio e sorridono, si fanno fotografare e giocano con noi, parlano e fanno domande, chiedono ancora di colorare e fanno quadri e disegni che rappresentano il loro mondo, la loro cultura, così diversa dalla nostra.

Chissà se tornerò una volta al mese per fare i laboratori…

Laboratorio alla scuola elementare del campo di Halabooqad

Laboratorio alla scuola elementare del campo di Halabooqad

Pubblicato su Senza categoria
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: