Mario racconta la sua esperienza a “Ride for children”

Mario si definisce un vecchio ciclista ma non lo è, né nel fisico né nello spirito: ha sempre pedalato durante tutte le tappe, ciò che mi ha colpito è sempre stata la sua grande volontà nel portare a termine ogni tappa e di sera, a cena, è sempre stato molto attento e curioso nel porre domande e nell’ascoltare i racconti sui nostri progetti in Somalia.

Di seguito la sua testimonianza. Grazie Mario!

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Mario

 

LUCCA-ROMA: memorie di un vecchio ciclista

Quando Simone nel mese di aprile mi presentò il nuovo progetto estivo di “Under the same sky” invitandomi a partecipare ho avuto qualche perplessità, molti dubbi.

Stavo per compiere 65 anni e sto per diventare nonno, ma soprattutto erano trascorsi 18 anni dall’ultima volta che avevo passato una settimana in bicicletta…

Ma forse la finalità della proposta e la possibilità di condividere una piccola “mission” con persone sconosciute ma unite da uno scopo comune, aiutare dei bimbi non certo fortunati, potevano essere l’occasione per tornare a cavallo di una bici.

Con la mia Motobecane del 1974 avevo condiviso tante avventure come cicloturista, con le borse ai lati della bici e talvolta con il sacco a pelo, con amici o da solo; con la mia storica bici avevo pedalato sulle Tre Cime di Lavaredo, sui passi delle Dolomiti, sui colli liguri, sulle montagne piemontesi, dal mar Adriatico al Tirreno: ma ero giovane, ero allenato, nessuna salita poteva farmi paura, nessun percorso (nemmeno quello affrontato da solo due volte da Milano a Dobbiaco dormendo sotto i pergolati e nei fienili) poteva fermarmi.

Purtroppo ho dovuto abbandonare la mia bici “storica” non adatta alle strade sterrate della via Francigena (e poi, come successo, su sentieri percorribili con difficoltà anche a piedi), ma appena sono stato a cavallo del mio mezzo, quella mattina nel sole brillante di Lucca mentre la temperatura iniziava già a salire vertiginosamente, è stato come tornare giovane e le stesse sensazioni, le stesse emozioni mi si sono manifestate.

E allora via, prima per le strade percorse dalle automobili, poi per le “strade bianche”, portando nel cuore, in fondo ma ben chiaro, il motivo per cui ero lì: dare in qualche modo una mano al progetto di “Under the same sky”.

E a poco a poco ho di nuovo gustato la bellezza di attraversare l’Italia a cavallo di una bicicletta: l’aria sul viso, il ritmo della pedalata, il sentire i muscoli che gradualmente riprendevano vigore ed elasticità, ma anche la polvere in faccia lungo gli sterrati, gli odori subiti ed i profumi trovati, i fumi delle auto che mi sorpassavano accelerando.

E poi il respiro ritmato lungo le salite che sembrano eterne ed il vento sparato sul viso nelle successive discese: io ero lì con gli altri compagni di avventura ma spesso anche volutamente da solo, per ritrovarmi nel silenzio, per dimenticare il resto del mondo con i suoi ed i miei problemi, ma ricordando invece i problemi dei bimbi africani che erano stati la molla che mi faceva essere lì.

Ogni tanto la gioia di ritrovare all’improvviso gli automezzi dell’assistenza, con gli amici Cinzia, Roberto e Francesca, Nata e Tino, Nadia e Martina che ci consentivano di rifocillarci, di compensare i liquidi persi con bibite fresche e frutta: dopo pochi minuti di nuovo in sella verso nuovi panorami e verso le mete prefissate.

All’arrivo la soddisfazione di trovarsi con tutti gli altri intorno ad un tavolo, per brindare insieme, per scambiare commenti e sensazioni e per ritornare con il pensiero alla motivazione che ci spingeva ad essere lì: un segno della volontà di “Under the same sky” di puntare ad ulteriori risultati positivi nel percorso iniziato ormai da anni.

Un grazie a tutti voi, a chi si è impegnato per l’organizzazione ed il successo di questo evento, a chi ha condiviso la fatica e le soddisfazioni lungo il percorso, a chi si impegna per visitare ed aiutare chi ha avuto meno fortuna di noi nella vita.

Non so se avrò la possibilità in futuro di ripetere questa esperienza, ma senz’altro sono stati giorni che faranno parte della mia storia, come credo sia anche per tutti coloro che vi hanno partecipato.

Grazie e saluti da un vecchio ciclista.

Mario

Pubblicato su Eventi sportivi, racconti, Senza categoria, sport, viaggio in bicicletta

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